Con l’attivazione della mediazione culturale, abbiamo voluto, come amministrazione comunale, evitare ghettizzazioni a partire dalla scuola, dove i ragazzi marocchini non possono essere solo un numero, che consente di mantenere classi e docenti sul territorio, così come le loro famiglie non possono essere numeri che aumentano la natalità e abitano case sfitte o abbandonate, o lavoratori a basso costo che fanno ciò che nessuno più vuole fare.
A San Nicandro Garganico siamo fortunati perché la nostra comunità marocchina, che conta più di 350 residenti, da quarant’anni convive con noi nella massima correttezza, con grande rispetto nostro, della nostra cultura e della nostra religione, a scanso di chiacchiere, pregiudizi e ignoranza.
La nostra città è sempre stata un esempio di virtuosa convivenza tra religioni e culture, tanto che qualcuno la definisce scherzosamente la “Gerusalemme del Gargano”. E a questa bella caratteristica non vogliamo certo rinunciare.
Perché la pace e la fratellanza, oltre a predicarle, vanno praticate.


