IL DRONE DELLA POLIZIA LOCALE DI APRICENA: COSA PJUO’ FARE E COSA NO

0
224

L’arrivo del nuovo drone in dotazione alla Polizia Locale di Apricena ha inevitabilmente acceso il dibattito cittadino. C’è chi lo considera un importante strumento per aumentare la sicurezza e chi, invece, teme che possa trasformarsi in un “occhio nel cielo” capace di osservare ogni movimento dei cittadini.

Le ultime notizie circolate sui social di cui ho parlato oggi hanno riacceso il dibattito.

La domanda che molti si pongono è semplice: il drone della Polizia Municipale può guardare dentro casa?

La risposta è altrettanto semplice: no, non può farlo liberamente.

Prima di tutto è opportuno chiarire un aspetto importante.

Il Comune ha seguito un percorso amministrativo preciso. Con una determina del 31 ottobre 2025 ha affidato il servizio di formazione finalizzato al conseguimento dell’attestato di pilota UAS categoria Open A1/A3 e A2 per quattro agenti della Polizia Locale. Inoltre risulta che il drone sia coperto da assicurazione e che gli operatori abbiano conseguito le necessarie abilitazioni.

Dal punto di vista della preparazione del personale, quindi, non emergono particolari criticità.

Ma il vero tema non è il patentino. Il vero tema è **come il drone può essere utilizzato**.

Cosa può fare

Il drone rappresenta uno strumento tecnologico che può supportare la Polizia Locale in numerose attività:

* controllo della viabilità e del traffico; rilievo di incidenti stradali; monitoraggio di manifestazioni pubbliche; ricerca di persone disperse; controllo di incendi, allagamenti e altre emergenze; contrasto all’abbandono dei rifiuti; tutela dell’ambiente; verifica di aree rurali, cave, campagne e zone difficilmente raggiungibili; documentazione fotografica di situazioni di interesse pubblico.

In tutti questi casi il drone non sostituisce gli agenti, ma costituisce semplicemente uno strumento operativo più evoluto.

Cosa NON può fare? Qui nasce spesso la confusione.

Molti immaginano che un drone possa sorvolare il paese e sbirciare nei giardini, nei balconi o addirittura dentro le abitazioni. La normativa non lo consente.

L’articolo 14 della Costituzione tutela l’inviolabilità del domicilio. A ciò si aggiungono il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR), il Codice della privacy e le regole ENAC ed EASA sull’utilizzo dei droni.

Questo significa che il drone della Polizia Locale non può essere utilizzato per osservare sistematicamente l’interno delle abitazioni private, dei balconi, dei terrazzi o delle finestre semplicemente perché qualcuno è curioso di sapere cosa accade.

Un simile utilizzo sarebbe incompatibile con i principi di legalità, necessità e proporzionalità che regolano l’attività della pubblica amministrazione.

Naturalmente esistono casi eccezionali.

Se, ad esempio, durante un intervento autorizzato il drone documenta accidentalmente una porzione di proprietà privata perché strettamente necessario per osservare un incendio, un crollo, una fuga di gas, una persona dispersa o un’altra situazione di emergenza, ciò può rientrare nell’attività istituzionale.

Ma è cosa ben diversa da un controllo indiscriminato delle abitazioni.

Il drone può sorvolare una casa? Può accadere che, durante una missione legittima, il drone sorvoli aree nelle quali sono presenti abitazioni.

Questo, però, non significa che possa fermarsi davanti alle finestre, registrare ciò che avviene all’interno o raccogliere immagini della vita privata dei cittadini.

Le immagini devono essere pertinenti rispetto allo scopo del servizio e trattate nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali.

Le immagini vengono conservate? Anche questo è regolato dalla legge.

Le immagini eventualmente registrate non possono essere conservate senza motivo.

Devono essere gestite secondo procedure interne, con tempi di conservazione limitati e solo per finalità istituzionali o di polizia previste dalla legge.

L’accesso alle registrazioni è soggetto a precise regole e responsabilità.

Un equilibrio tra sicurezza e libertà

La tecnologia offre oggi strumenti molto efficaci per migliorare la sicurezza urbana.

Un drone può consentire di intervenire più rapidamente in caso di emergenze, individuare discariche abusive, documentare incidenti o monitorare aree difficili da raggiungere.

Allo stesso tempo, però, la legge pone limiti rigorosi affinché tali strumenti non diventino mezzi di controllo indiscriminato della vita privata.

La sicurezza e la tutela della privacy non sono valori contrapposti. Sono due diritti che devono convivere.

Per questo motivo è importante che i cittadini siano informati correttamente: il drone della Polizia Locale non è autorizzato a “spiare” le persone nelle proprie case, ma è uno strumento destinato a svolgere attività istituzionali nel rispetto delle norme, sotto la responsabilità dell’amministrazione e degli operatori che lo utilizzano.