La tradizione dei fiori secchi di San Nicandro Garganico può tornare a essere una leva concreta di sviluppo economico, culturale e turistico per il territorio. È questo il messaggio emerso durante l’incontro dedicato alla valorizzazione delle botaniche ornamentali del Gargano, che si è svolto giovedì al Senato della Repubblica.
Negli anni ’80 e ’90 la raccolta e la lavorazione di graminacee, cardi ed erbe spontanee rappresentavano per il territorio una vera economia locale, fatta di lavoro, competenze artigianali e identità culturale. Intere famiglie erano coinvolte nella selezione, nell’essiccazione e nella composizione di botaniche che raggiungevano mercati nazionali ed europei.
Oggi quella tradizione può essere rilanciata all’interno di una filiera moderna che unisca agricoltura, trasformazione, artigianato e turismo esperienziale, valorizzando al tempo stesso il patrimonio naturale del territorio.
Il mercato del florovivaismo continua, infatti, a crescere: il settore italiano supera i 3 miliardi di euro, mentre il mercato globale dei fiori e delle piante ornamentali supera i 60 miliardi. In questo contesto il segmento dei fiori essiccati sta vivendo una nuova stagione di interesse nei settori del design, dell’hotellerie e del wedding, sempre più orientati verso materiali naturali, sostenibili e durevoli.
Il Parco Nazionale del Gargano, con la sua straordinaria biodiversità, può rappresentare il cuore di un progetto capace di trasformare questa tradizione in una filiera organizzata e sostenibile. Il territorio ospita infatti una ricchezza botanica unica, con circa ottanta specie di orchidee spontanee e numerose varietà di erbe e fiori selvatici che crescono naturalmente nel paesaggio garganico.
Proprio da questa ricchezza nasce l’idea di lavorare, insieme al Parco e alle nuove generazioni, per costruire un progetto di valorizzazione territoriale che riconosca e promuova questo patrimonio naturale come un vero unicum botanico.
Tra le proposte emerse durante l’incontro vi è anche la creazione di una “Strada dei Fiori del Gargano”, un percorso diffuso capace di unire natura, paesaggio e turismo. Un itinerario che attraversi campagne, aree naturali e centri abitati, valorizzando le fioriture spontanee e le botaniche ornamentali del territorio, trasformandole in un’attrazione turistica e culturale: luoghi da vivere, osservare e fotografare, capaci di raccontare l’identità del Gargano attraverso i suoi colori e i suoi profumi.
L’obiettivo è quello di generare nuove opportunità economiche, sostenere l’imprenditoria locale e contrastare lo spopolamento delle aree interne, coinvolgendo giovani, artigiani e aziende agricole in una filiera innovativa che integri paesaggio, produzione e turismo esperienziale.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai relatori che hanno contribuito al confronto con competenze e visioni diverse:
Raffaele Di Mauro, commissario del Parco Nazionale del Gargano;
Claudio Grenzi, editore e promotore delle bellezze autentiche della Puglia;
Fabrizio Ferrari, professore di Geografia economica;
Laura Augello, dottoranda dell’Università di Chieti–Pescara;
Giuseppe Savino, imprenditore e comunicatore del turismo esperienziale;
Armando Guerrieri, imprenditore nel settore dei fiori secchi;
e Mimmo Attademo, fotografo autore della mostra dedicata ai fiori secchi di San Nicandro Garganico, già presentata anche in Francia, in Provenza.
Un ringraziamento è stato inoltre rivolto alle aziende e ai rappresentanti del territorio presenti all’incontro, con l’auspicio che da questo momento di confronto possa nascere una vera sinergia tra esperienza e nuove energie imprenditoriali.
La valorizzazione delle botaniche del Gargano rappresenta infatti una straordinaria opportunità per costruire un modello di sviluppo capace di integrare biodiversità, paesaggio, agricoltura e artigianato, trasformando la bellezza naturale del territorio in lavoro, impresa e sviluppo sostenibile.
Perché le cose più belle nascono sempre dall’incontro tra tradizione e innovazione, tra radici e futuro.
Sen. Annamaria Fallucchi


