“FEUDO DI BELVEDERE” E IL SUO PAESAGGIO RURALE DI INTERESSE STORICO

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Ieri, presso l’Asp Zaccagnino, tutti i componenti del protocollo d’intesa (Asp Zaccagnino, Ente Parco del Gargano, Università degli studi di Foggia, i comuni di San Nicandro Garganico, Apricena, Lesina, Poggio Imperiale) si sono riuniti per la definizione della candidatura del comprensorio “Bellumvideri” all’inserimento nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico.

Il comprensorio, meglio conosciuto come “Feudo di Belvedere”, è un’area delimitata del Parco del Gargano e di proprietà dell’Asp Zaccagnino di cui si chiede il riconoscimento della valenza storico, ambientale e paesaggistica.

La Presidente Patrizia Lusi e il Direttore dell’Ente Ferrara hanno convenuto sull’importanza di tale riconoscimento e sulla finalità della candidatura che vuole perseguire la conservazione e la valorizzazione delle “pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali”, intese come sistemi complessi basati su tecniche ingegnose e diversificate, basati sulle conoscenze locali espresse dalla civiltà rurale che hanno fornito un contributo importante alla costruzione ed al mantenimento dei paesaggi tradizionali ad essi associati”.

Tutti i sindaci delle quattro cittadine hanno concordato sull’aggregazione delle quattro comunità per un fine comune, un interesse comune al fine di raggiungere obiettivi possibili e la valorizzazione della zona che rappresenta una ricchezza per tutti.

Il prof. Monteleone per il Dipartimento di Agraria dell’Università di Foggia ha messo in evidenza come la zona del territorio di cui si parla rappresenta una piccola preziosa gemma che riproduce le caratteristiche che si ascrivono al territorio con una grande rilevanza dal punto di vista naturalistico.

Il Presidente del Parco, Pasquale Pazienza, ha precisato che l’area dell’Asp deve rappresentare un’offerta territoriale integrata, che occorre una precisa identità della Comunità Parco, che ci siano progetti per l’innovazione, che ci sia il riconoscimento al fine di ottenere finanziamenti futuri e che ci sia il “Laboratorio Parco”, cioè investire in progetti per affermare la tradizione ma anche direttrici di sviluppo endogeno.

Ed infine, la relazione dell’archeologo Felice Stoico che ha documentato il suo pregevole lavoro di ricerca sul sito da candidare.

Insomma tutti gli interventi hanno avuto un unico indirizzo condiviso e cioè la elaborazione di iniziative finalizzate non solo alla valorizzazione storica del sito, ma anche la creazione di opportunità di sviluppo di una economia che punti sul binomio qualità-business e, in futuro, essere agganciata anche alla realizzazione di un distretto produttivo agricolo, nonché alla preservazione di antichi sistemi di itticoltura nell’adiacente laguna di Lesina mediante un approccio scientifico diretto dalla Università di Foggia.