EDITORIALE DELLA DOMENICA. SAN NICANDRO HA BISOGNO DI…

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Il terremoto politico che ha volutamente provocato Renzi sta modificando radicalmente l‘assetto dei partiti all‘interno delle due Camere. Si dice che sia solo una parentesi in quanto poi le coalizioni dovrebbero ad essere quelle che già conosciamo. Ma la predominanza leghista nei ministeri che contano, lo sfaldamento del Movimento 5 Stelle e la richiesta di un congresso del Partito Democratico per togliere a Zingaretti la possibilità di indicare i candidati per le prossime elezioni comunali e, soprattutto, di comporre le liste delle prossime politiche per il dopo Draghi, stanno a significare come la nuova fase politica sarà completamente diversa e modificata da quella attuale.

Si continuerà ad affermare che tutto questo processo consentirà agli italiani una opportunità storica e che è finalizzata per il benessere di tutti. Ma nessuno mai si chiede di che cosa ha veramente bisogno la gente comune nonostante i continui sondaggi. Promesse tante ma risultati molto al di sotto delle aspettative.

Stesso discorso per le prossime elezioni comunali. Partiti e movimenti sono già al lavoro per la composizione delle coalizioni. Si cercano persone, si cerca dj convincere che la propria squadra sia la migliore, si cerca di recuperare precedenti rapporti conflittuali. Si cerca, insomma, un biglietto da visita da presentare ai cittadini che possa avere il contenuto più accattivante e che si proponga come la soluzione migliore per i problemi della cittadina.

Dopo questa fase, si pensa alla redazione del programma elettorale. Forse sarebbe opportuno invertire i due momenti, cioè prima un programma e poi la coalizione che condivide quel programma. Sarebbe troppo, anche perché i programmi elettorali, pur belli che possono essere, dopo le elezioni rimangono chiusi nel cassetto e dimenticati ma, purtroppo, è un obbligo di legge e bisogna perdere tempo a compilarli. Allora la quotidianità amministrativa diventa il programma elettorale che è scandito da progetti che si presentano perché ci sono dei finanziamenti per i comuni.

Ma la politica locale, oltre agli aiuti della Regione o dello Stato, deve programmare il futuro della propria comunità e di che cosa questa ha bisogno.

Per esempio, siamo contenti del funzionamento della sanità a San Nicandro? I servizi erogati dal poliambulatorio sono sufficienti per i pazienti? E‘ normale che l‘UDT sia chiuso da tempo? È normale che la struttura di Via Plauto sia diventata solo oggetto di vandalismo e non finalizzata per i servizi per la comunità, come per esempio gli anziani? È possibile che la struttura per gli extra comunitari sia rimasta da anni uno scheletro e non sia possibile una riconversione o un completamento da destinare per la pubblica utilità?

Come mai non si sono mai prese iniziative per la valorizzazione del centro storico con l‘acquisizione delle abitazioni e con agevolazioni fiscali per chi vuole investire? Perché non programmare per tutto l‘anno gli eventi culturali? Perché non chiudere definitivamente il contenzioso dello Schiapparo con il comune di Lesina? Ci sono tanti altri perché da porre all‘attenzione della politica locale. È evidente che ci vorrà tanta voglia e tanto tempo ma se mai si comincia mai arrivano i risultati che hanno il vantaggio di una utilità perenne per tutti e non limitata all‘oggi.

Purtroppo la programmazione si scontra con l‘urgenza del momento e si dimentica il cuore e l‘essenza del futuro da consegnare alle nuove generazioni per il solo fatto che la politica ricerca il consenso immediato e non è affatto lungimirante.

Sempre restando sulla situazione locale, in verità, si sentono alcuni nomi che potrebbero condividere questa analisi nella speranza che poi non si lascino trascinare dalla stanca consuetudine di sempre. I cittadini meritano sempre rispetto ma sono i politici che devono conquistare la loro fiducia.

Il Direttore