Il 16 aprile a Roma, al Senato della Repubblica Italiana, grazie alla Senatrice Annamaria Fallucchi e Valentina Latiano, sarà protagonista la “La Tarantella di San Nicandro Garganico” con i danzatori Alessandro e Costanza. Finalmente la tarantella locale torna al centro dell’attenzione.
San Nicandro Garganico custodisce un patrimonio che non si limita alla memoria: la tarantella sannicandrese, una delle espressioni più autentiche della tradizione musicale e coreutica del Gargano. Un ballo che non è solo danza, ma linguaggio, rito, identità collettiva. Un codice culturale che continua a vivere, trasformarsi e parlare alle nuove generazioni.
Una eredità che ha le radici nella nostra storia contadina. Infatti, la tarantella sannicandrese nasce in un contesto rurale, dove musica e danza accompagnavano i momenti cruciali della vita comunitaria: feste patronali, matrimoni, raccolti, veglie. I suoi ritmi incalzanti, le figure circolari e l’energia dei passi raccontano un mondo in cui il corpo era strumento di comunicazione e coesione sociale.
Anche gli anziani del paese ricordano ancora quando la tarantella risuonava nelle masserie e nelle piazze, suonata con strumenti essenziali ma potenti: tamburelli, organetti, chitarre battenti. Ora sono i gruppi locali a interpretare quelle sonorità garantendo la continuità.
A San Nicandro la tarantella non è solo folklore: è identità viva. Ballarla significa riconoscersi parte di una storia comune, condividere un linguaggio che la distingue nel panorama garganico.
Le associazioni culturali del territorio continuano a contribuire a riportare la tarantella al centro della vita cittadina con eventi e produzioni artistiche.
Questa crescente attenzione verso la tarantella sannicandrese deve aprirsi a nuove prospettive: progetti didattici nelle scuole, corsi strutturati, collaborazioni con ricercatori e festival nazionali per trasmettere alle nuove generazioni non solo i passi, ma il senso profondo di questa eredità culturale.
Purtroppo, viviamo in un’epoca in cui le comunità rischiano di perdere il legame con le proprie radici ma San Nicandro Garganico dimostra che la tradizione può essere una risorsa, un motore di partecipazione e un ponte tra passato e futuro.
La nostra tarantella è memoria, identità, festa. È un patrimonio che merita di essere riconosciuto, valorizzato e raccontato, perché rappresenta una delle anime più autentiche del Gargano.
Il Direttore


