EDITORIALE DELLA DOMENICA. LA POVERTA’ A SAN NICANDRO

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Si continua a dire che “l’Epifania tutte le feste porta via”. Forse le feste sì, ma rimangono problemi gravi che continuano a pesare su molte famiglie della comunità di San Nicandro Garganico.

Durante queste festività molti cittadini hanno consegnato alle chiese locali pacchi di prodotti alimentari ed altro per i poveri che sono stati regolarmente distribuiti a chi ne aveva bisogno affinché, come dice anche Papa Francesco, il Natale sia veramente di tutti e per tutti.

A causa di questa pandemia c’è stato un ulteriore aumento di persone disagiate con nuove povertà in cui vivono soprattutto minorenni. Un problema diffuso che non trova soluzione e sono in molti a ringraziare la percezione del reddito di cittadinanza senza il quale la situazione sarebbe notevolmente peggiorata.

Sono in tanti a rivolgersi ai Servizi Sociali del comune e al mondo del volontariato con una mole di lavoro veramente importante per cercare di sopperire alle esigenze di chi ha bisogno. I sostegni alle famiglie fragili continuano ma forse occorre ancora fare di più soprattutto per la prevenzione del disagio giovanile in ambito educativo, per la prevenzione della dispersione scolastica, per l’Educazione alla legalità, per la prevenzione delle dipendenze patologiche quali alcol, sostanze stupefacenti, gioco ed altro.

Meno male che si allunga l’età media della popolazione che permette ai nonni di “dare una mano” a figli e nipoti e questo si verifica anche a San Nicandro Garganico mentre continua la bassa natalità con famiglie più piccole anche per colpa della precarietà e dell’incertezza del lavoro.

In estrema sintesi, questo è un problema che si eredita di anno in anno forse anche per le politiche di welfare nazionale che non hanno ben funzionato scaricando tutto sui comuni che sono costretti a fronteggiare le tante diseguaglianze, i disagi e i conflitti sociali a cui lo Stato non riesce a far fronte.

Purtroppo questo fenomeno della povertà lo si avverte solo durante le festività natalizie mentre invece è costante per tutto il resto dell’anno. Di questo se ne deve far carico l’istituzione “Comune” che già assolve egregiamente al suo compito con il mondo del volontariato ai quali deve aggiungersi la responsabilizzazione di tutta la comunità dal momento che nessuna politica di inclusione può avere successo se non in un quadro di rafforzata coesione sociale.

Il Direttore