EDITORIALE DELLA DOMENICA. LA POLITICA COME ARTE DELL’IMPOSSIBILE E DELLA TESSITURA

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La politica è l’arte dell’impossibile e, anche dove non arriva la ragione, la politica riesce a risolvere l’irrisolvibile.

In questa fase di composizione delle alleanze e di costituzione di coalizioni che si affronteranno alle prossime elezioni comunali, si assiste ad un dinamismo che, forse, mai prima d’ora si era verificato.

Intanto la coalizione di centrosinistra vede l’adesione di un’altra lista civica che poi non sarebbe altro che quella che doveva essere di Forza Italia ma che, in alternativa ai dettati provinciali, ha preferito lasciare di simbolo di Berlusconi per modificarlo in Forza San Nicandro. Una scelta forte, senz’altro ragionata contro i diktat a cui i vari esponenti storici non si sono voluti adeguare. Nessuno avrebbe mai previsto incontri ravvicinati di partiti tanto diversi tra loro, ma l’esempio del governo Draghi ha fatto scuola e, quindi, potrebbe giustificare i vari comportamenti individuali dei singoli partiti.

L’altra novità eclatante è stata quella di una coalizione di centrodestra naufragata per rinuncia di colui che doveva essere il candidato a primo cittadino. Le ragioni possono essere diverse che forse vanno oltre l’aspetto prettamente politico. Sta di fatto che i partiti e i movimenti che ne facevano parte ora sono rimasti orfani ma continueranno la corsa verso Palazzo Zaccagnino posizionandosi valutando i contendenti in campo. Qualche forza, quasi certamente, aderirà al progetto di Berardi ed altre potrebbero avvicinarsi alla nuova coalizione di centro che potrebbe avere il battesimo a giorni. Come pure, anche singolarmente, forse sarà possibile qualche scelta verso il centrosinistra. Strade diverse sembrano impossibili ma, come si diceva prima, l’impossibile in politica è una parola vuota e senza senso. Anzi, qualcuno ha azzardato l’idea di un’altra nascente coalizione che, ad oggi però, non è ancora possibile prevedere.

Insomma, ora si sta stringendo il cerchio e tutti vogliono far terminare questa prima fase delle coalizioni in campo perché il tempo per riflettere ancora non c’è ma la scelta deve essere fatta perché poi segue un’altra fase ancora più importante e cioè riempire le liste che, come sanno gli esperi ai lavori, non è una cosa facile in quanto la storia ci insegna che molti candidati forse non si sono votati neppure loro.

Tutto questo è la politica che ha il compito di fare del bene alla gente ma che è piena di episodi che vanno dal personalismo al rancore, dalla voglia di unire all’invidia, dalla morale di ciò che è giusto alla morale della sopravvivenza.

Purtroppo la vita è questa e, anche se può sembrare duro tutto questo, la verità è che questo film lo si vede sempre prima delle elezioni. L’auspicio è che tutto termini quanto prima e che si ponga la dovuta attenzione al programma elettorale che dovrebbe essere sempre sulla scrivania all’attenzione del primo cittadino ma che, quasi sempre, viene messo in un cassetto per poi essere dimenticato.

Il Direttore