EDITORIALE DELLA DOMENICA, I GIOVANI E LA POLITICA

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Tra giovani e politica oggi c’è distanza, sfiducia e delusione perché la politica viene percepita come inefficace e poco rappresentativa. Per loro la politica è azione, non appartenenza, fare per cambiare e non iscriversi a un partito. Infatti non si fidano della politica e i motivi sono sotto gli occhi di tutti: corruzione, incoerenza, incompetenza, promesse non mantenute. Insomma, per loro la politica non parla la loro lingua.

Per i giovani la politica non deve essere intesa come partito ma come impegno concreto su temi che sentono propri, dall’ambiente ai diritti, dal lavoro, dalla cultura alla parità di genere.

Nonostante questa distanza, i giovani sanno che è la politica a decidere sul lavoro, la scuola, l’ambiente ma continuano a percepire un mancato ascolto e i partiti vengono percepiti come lontani, incapaci di parlare il linguaggio delle nuove generazioni con la sfiducia nelle istituzioni per scandali, promesse non mantenute, conflitti interni.

Per la maggior parte dei giovani la politica è solo affarismo, litigi, scandali, cambi di casacca, promesse non mantenute. Ecco perché alla fine si dice che “sono tutti uguali” e, quindi, non si sentono rappresentati.

Il lavoro è il punto più sensibile nel rapporto tra giovani e politica: è qui che nasce gran parte della delusione, ed è sempre qui che può nascere un cambiamento reale di mentalità. Quando un giovane vive precarietà, stipendi bassi, contratti brevi e nessuna prospettiva, è naturale che pensi che “la politica non serve a nulla”. Ma è proprio il lavoro il terreno più efficace per ricostruire fiducia.

Un giovane deve poter vedere che una sua idea diventa un progetto e che la politica smette di essere affarismo per diventare possibilità. La sua mentalità cambia quando cambia l’esperienza, quando smette di pensare che la politica è solo affarismo, quando trova un’opportunità concreta, partecipa a una decisione, sente che la sua voce conta e quando percepisce che il territorio investe su di lui.

Insomma, occorre far capire che la politica non è solo partiti e palazzi: è decidere come vivere insieme, difendere diritti, creare opportunità e costruire futuro.

                                                                                                                                                                 Il Direttore