EDITORIALE DELLA DOMENICA. DOVE È FINITA LA BUONA POLITICA?

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Ma c‘è ancora la buona politica? A vedere quello che è successo con la caduta del governo Conte tutta l‘Italia è rimasta stupita da una vicenda che di politica, almeno da parte di qualche partitino, non si è vista traccia se non l‘obiettivo di eliminare l‘avversario. Anche il capo dello Stato Mattarella, nel discorso di dare mandato a Draghi di formare un nuovo governo, ha fatto chiaramente capire come la politica, anche in una situazione sanitaria ed economica gravissima, abbia voltato scientemente la faccia altrove.

La politica è una scienza nobile e chi la guasta sono gli uomini, o meglio, alcuni uomini sia di destra che di sinistra e di centro. Questo tipo di discorso si riverbera a cascata nel resto d‘Italia fino alle periferie dei comuni.

San Nicandro non fa eccezione. Se si va lontano negli anni, ci si ricorderà delle elezioni comunali anticipate con la sfiducia al sindaco Monte, la legislatura del sindaco Gualano che ha visto l’espulsione di Forza Italia e nell‘attuale legislatura il ripetersi della stessa vicenda anche con cambi di vari assessori. Insomma la formazione iniziale risultata vincente dalle elezioni non è mai stata la stessa al termine del mandato anche per l’incapacità di superare i conflitti al suo interno. Qualcosa diranno pure queste passate esperienze!!!

Agli inizi di giugno San Nicandro andrà al voto per eleggere il nuovo consiglio comunale e naturalmente, il sindaco o la sindaca. Cominciamo i primi ammiccamenti, si studiano le strategie migliori e si cerca il consenso più largo per poter vincere anche alla prima tornata. Insomma si cercano persone credibili ma anche quelli che possono dare alla coalizione i numeri sufficienti per quella fascia tricolore da esporre come trofeo politico.

Fare delle liste che abbiano il requisito della purezza sembra davvero improponibile ma è, invece, proprio a questo obiettivo che bisogna dare la precedenza assoluta. Una questione di moralizzazione di candidati da eleggere è indispensabile perché tutto dicono di lavorare “per il bene del popolo e per l‘interesse dei cittadini”. I politici sembrano essere tanti filantropi ed altruisti, ma quanti sono quelli che mettono in pratica questo slogan che appartiene a tutti ma poi da quasi tutti dimenticato?

Si dice che quando un politico urla quasi sempre non ha niente da dire, mentre un politico serio e coscienzioso medita, si corregge quando sbaglia, riconosce quando ha torto e se gli si dice “grazie” lui risponde che ha fatto solo il suo dovere di amministratore pubblico. Di questi, in verità, se ne riconoscono pochi in giro.

Ed allora aspettiamo che questa fase di partenza entri nel vivo di una complicità condivisa e poi l’intelligenza collettiva dei sannicandresi comincerà a dare i primi giudizi nella speranza che la coalizione che vincerà le elezioni possa durare per l‘intera legislatura e che su di essa, poi, ci possa essere un consenso unanime dei cittadini per aver avviato una svolta della quale San Nicandro ha urgentemente bisogno.

Il Direttore