EDITORIALE DELLA DOMENICA. DA DOVE RIPARTIRE? LE SPERANZE E LE INCERTEZZE DEL 2021

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Dopo un anno che è storia, una terribile storia che ha sconvolto il mondo intero a causa del Covid-19, ci si chiede da dove ripartire per questo nuovo anno appena iniziato. I propositi sono senz’altro buoni e la forza per superare gli ostacoli c’è ma cosa occorre per vincere questa terribile battaglia che è sanitaria ed economica? La forza rinviene dall’esperienza di questi mesi appena trascorsi che nessuno rivuole più rivivere.

Dal punto di vista sanitario c’è la campagna di vaccinazione appena iniziata con la speranza che arrivino le dosi per tutti e che entro la fine dell’estate ci possa essere l’immunità di gregge da tutti auspicata. Il secondo problema, non meno importante, è quello dell’economia, del lavoro perduto, delle opportunità mancate. Irragionevole pensare che tutto possa tornare subito alla normalità perché continua il senso della paura, dell’incertezza e del clima di sfiducia.

Ma anche su questo fronte, c’è la grande opportunità dei fondi europei i quali, se il governo tiene agli scossoni all’interno della maggioranza, possono mettere in moto una serie di variabili economiche per lasciare il pantano in cui si trova la nostra Italia.

Molto, però, dipende anche da noi e dai nostri comportamenti. Dal 7 gennaio torneranno ad animarsi le scuole che diventano un primo segno di rinascita culturale, rinascita responsabile con la certezza di voler dimenticare il passato sempre nel rispetto delle regole di convivenza di attenzione sanitaria. Purtroppo le ferite dell’economia sono laceranti e le difficoltà crescono giorno dopo giorno. Ed allora il pensiero deve andare alla opportunità di nuovi modelli economici che non lascino indietro nessuno con scelte condivise.

Queste sono parole che dicono tutto e niente perché poi ci si chiede da dove ripartire e cosa fare materialmente. Gli attori di questo capitolo tutto da riscrivere sono la politica, il mondo economico, la cultura e la società. In verità, la prima non sembra dare segni né di tanta coerenza e né di stabilità mentre il mondo economico deve fare scelte che vadano nella direzione non di un liberismo sfrenato ma nella consapevolezza di una coesione con il mondo del lavoro in un equilibrio ove ci siano opportunità per tutti. La tanto bistrattata cultura diventa indispensabile perché ha la forza e la capacità di incidere nelle scelte e far ritrovare il senso del giusto e della comunità. Ed infine la società che deve aprire al suo interno una riflessione senza essere solo spettatrice di scelte ma di idee, anche provocatorie, tutte finalizzate nell’affrontare i problemi quotidiani in un cammino che inizia oggi e che deve proseguire per ogni nostro domani.

Il Direttore