DA SAN SEVERO LA SVOLTA GLOBALE SULLA NUTRIZIONE CLINICA

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Si è conclusa al Teatro “G. Verdi” la terza edizione del prestigioso Meeting dell’Alto Tavoliere. Tra linee guida per le malattie croniche e farmaci di ultima generazione, l’evento apre per la prima volta le porte agli studenti del Liceo Scientifico.

Tre giorni di altissimo profilo scientifico, una faculty di livello internazionale e un obiettivo cruciale: ridefinire le strategie di contrasto alle malattie croniche non trasmissibili. Dal 21 al 23 maggio 2026, il Teatro Comunale “G. Verdi” di San Severo ha ospitato la terza edizione dell'”International Meeting – Giornate di Nutrizione Clinica dell’Alto Tavoliere”, evento ideato e promosso dalla S.C. di Medicina Interna – U.O.S. Lungodegenza del Presidio Ospedaliero “T. Masselli-Mascia” (ASL Foggia).

Sotto la direzione del Presidente del Meeting, il Dott. Angelo Michele Carella, e del Responsabile Scientifico, il Prof. Luigi Barrea, la comunità scientifica si è confrontata sull’impatto economico e sociale di patologie come obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Il grande successo di questa terza edizione del congresso internazionale ha confermato la sua assoluta rilevanza scientifica nel panorama medico contemporaneo. I lavori hanno sviscerato con straordinario rigore il legame indissolubile tra cibo, geni e salute, partendo dall’analisi approfondita di una filiera agro-alimentare virtuosa. Durante il simposio si è discusso dell’importanza della nutrigenomica e dei rischi legati agli alimenti ultraprocessati, ponendo l’accento sulla valorizzazione dei prodotti d’eccellenza del territorio, come il grano e l’olio extravergine d’oliva, veri e propri strumenti di benessere e prevenzione clinica.

Ampio spazio è stato dedicato al binomio strategico tra nutrizione clinica e cardiologia, approfondendo l’integrazione di approcci nutraceutici e farmaci avanzati sia nella terapia dello scompenso cardiaco sia nella gestione mirata dei target di colesterolo-LDL.

I riflettori si sono inoltre accesi sulla gestione della “diabesità”, una delle sfide più complesse della medicina moderna. Il congresso ha evidenziato la portata rivoluzionaria di trattamenti che vedono il potenziale di diete personalizzate, dalla mediterranea alla chetogenica, affiancato a molecole all’avanguardia come Semaglutide e Tirzepatide, capaci di garantire una protezione cardio-nefro-metabolica globale.

Come sottolineato dal Dott. Carella e dal Presidente Onorario Dott. Angelo Benvenuto, la nutrizione clinica non è più intesa solo come terapia, ma come pilastro insostituibile di prevenzione primaria.

Quest’anno, il già autorevole profilo scientifico dell’evento si è arricchito di un’ulteriore novità sperimentale: una lungimirante apertura al mondo della scuola, che ha visto gli studenti partecipare attivamente ai lavori, segnando un fondamentale punto di incontro tra l’alta ricerca e le future generazioni di professionisti.

Nelle mattinate di venerdì 22 e sabato 23 maggio, il congresso ha accolto in platea gli studenti della classe 3ªC del Liceo Scientifico dell’IIS Federico II di Apricena, accompagnati dalle docenti referenti.

Inserita come tappa d’eccellenza del percorso di Formazione Scuola Lavoro (FSL, ex PCTO), la partecipazione ha permesso ai ragazzi di vivere l’esperienza in veste di veri e propri congressisti. Gli studenti hanno potuto osservare da vicino le modalità di interazione, i linguaggi formali e i comportamenti tipici di un congresso internazionale.

La perfetta riuscita di questa sinergia scuola-lavoro è stata resa possibile grazie al coordinamento del Project Management del Meeting, composto da Tatiana Alberghi, Celeste De Cata, Vincenzo Galullo, Maria R. Lauriola, Matteo Bonfitto, Aldo Carella, Michele C. Pistillo, e all’organizzazione di Magno Organizer.

A suggellare questa novità è stato un momento particolarmente emozionante del meeting: una foto ricordo sul palco del Teatro “Verdi” tra gli studenti e i luminari della medicina. Un passaggio di testimone ideale accompagnato da un augurio speciale: quello di rivedere questi stessi ragazzi, tra quindici anni, su quello stesso palcoscenico in veste di medici, ricercatori e futuri protagonisti della scienza globale.