CONCLUSA L’8^ EDIZIONE DI GRANI FUTURI: IL PANE TRACCIA LA SUA STRADA

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Dal Gargano prende vita un nuovo progetto di territorio che unisce cultura, turismo e comunità attraverso il pane.

San Marco in Lamis, 22 giugno 2026 – La strada del pane ha il suono delle cicale, il colore del grano che cambia con il passare delle stagioni, il silenzio dei campi e il calore dell’estate nel Tavoliere di Puglia. Ha il tempo lento dell’attesa, quello necessario perché un seme diventi spiga e una spiga diventi pane. Ma la strada del pane è anche sudore, fatica, lavoro. È la storia di una terra e delle donne e degli uomini che l’hanno abitata, coltivata e custodita attraverso i secoli.

Da questa consapevolezza è partita l’ottava edizione di “Grani Futuri”, l’evento internazionale dedicato al pane che il 20 e 21 giugno ha riportato nel cuore del Gargano fornai, agricoltori, chef, studiosi, imprenditori, giornalisti e appassionati provenienti da tutta Italia e non solo. Un’edizione speciale, intitolata “La Strada del Pane” – dalla terra al futuro dei territori, passando per il pane, che ha ampliato i propri confini coinvolgendo, accanto a San Marco in Lamis, anche il territorio di Mattinata e la Valle di Vignanotica.

Per due giorni il pane è diventato strumento di dialogo, riflessione e progettazione collettiva, mettendo al centro il suo valore culturale, sociale ed economico e la sua capacità di generare sviluppo locale e nuove forme di turismo esperienziale.

La del Pane: un progetto che guarda al futuro

L’edizione 2026 ha segnato soprattutto l’avvio di una visione destinata a svilupparsi nei prossimi anni: La Strada del Pane, un percorso culturale e territoriale che prende forma a partire dalle comunità, dai forni, dai campi e dalle storie del Gargano.

«La Strada del Pane parte dalla mente e dal cuore», ha spiegato Antonio Cera, panificatore e ideatore di Grani Futuri, «Va pensata come è stata pensata e va amata perché possa diventare qualcosa di importante e di unico. In questi due giorni abbiamo ospitato persone provenienti da ogni parte d’Italia: la gente del pane, professori universitari, economisti, agronomi, avvocati, giornalisti, chef e fornai. A tutti abbiamo chiesto quale potesse essere il significato della Strada del Pane e cosa può rappresentare per il futuro dei territori. Ognuno ha offerto una prospettiva preziosa e si è appassionato a questa idea. Credo che, dopo quasi un decennio di Grani Futuri, il pane abbia finalmente iniziato a lievitare. Vedremo come proseguirà questa lievitazione e quando sarà pronto per essere infornato».

Un progetto che nasce dalla convinzione che il pane non sia soltanto un alimento, ma un racconto collettivo che unisce agricoltura, artigianato, cultura, paesaggio, turismo e comunità. «Siamo in strada perché il pane possa avvicinarsi alla gente», ha aggiunto Cera. «Il pane è condivisione. In strada lo abbiamo degustato attraverso i piatti preparati da artigiani, chef e fornai. Ma il pane è anche cultura e le tavole rotonde di questi giorni hanno dimostrato quanto sia forte il suo legame con la terra e quanto possa diventare uno strumento di sviluppo per il territorio».

Un laboratorio nazionale sul futuro del pane

Per due giorni “Grani Futuri” si è trasformato in un grande laboratorio di idee. «Questo evento rappresenta probabilmente l’unica occasione in Italia per parlare davvero di pane», ha sottolineato Fulvio Marcello Zendrini, docente di food marketing ed esperto di comunicazione, che ha aggiunto: «Qui si affrontano insieme tradizione, ricerca, gastronomia e prospettive future. Il pane oggi va oltre la sua funzione alimentare: è diventato una pietanza, un protagonista della tavola e della ristorazione contemporanea. Sempre più spesso nei grandi ristoranti il pane occupa uno spazio centrale nell’esperienza gastronomica. È un prodotto complesso, che richiede competenza, conoscenza e cultura».

Una visione condivisa anche da Atenaide Arpone, responsabile del magazine Italian Gourmet, che ha evidenziato il ruolo del pane come elemento capace di raccontare la straordinaria biodiversità pugliese: «Il pane è un compagno di viaggio ideale. A “Grani Futuri” lo abbiamo raccontato in tanti modi, anche attraverso l’incontro con la vacca podolica, patrimonio del Gargano e della Puglia. Il viaggio nella conoscenza del pane è anche un viaggio nella scoperta delle persone e dei prodotti che lo arricchiscono. In una regione ricca di biodiversità come la Puglia, questo incontro rappresenta un matrimonio naturale e necessario».

Il pane come cultura, identità e condivisione

Tra le voci intervenute durante la manifestazione anche quelle della giornalista Licia Granello e della professoressa della SDA Bocconi School of Management Maria Carmela Ostillio, che hanno ricordato come il pane sia molto più di un alimento. Il pane è cultura e condivisione, è amore per la propria terra, è inclusione. Manifestazioni come “Grani Futuri” hanno il merito di diffondere la cultura del pane senza finalità commerciali, mettendo al centro il valore delle persone e dei territori. I pani italiani sono infiniti, come i formaggi. Quello del Gargano porta dentro di sé l’energia di questa terra, il sole, l’acqua, la montagna e il lavoro dell’uomo. Tutto questo si percepisce in ogni boccone, quando le farine sono quelle giuste e la passione guida le mani del fornaio.

Dalle grotte del pane al futuro del Gargano

Uno dei momenti più significativi dell’edizione 2026 è stato il trasferimento a Mattinata, nella suggestiva Valle di Vignanotica, dove il progetto della Strada del Pane sta provando a trovare una dimensione concreta. Le antiche case-grotta abitate fino agli anni Sessanta del Novecento, i forni rupestri, le aie, la tradizione dei timbri del pane e la memoria del grano come principale ricchezza del territorio rappresentano un patrimonio unico che oggi può trasformarsi in una nuova opportunità di sviluppo culturale e turistico.

Da qui è nata una promessa condivisa da Antonio Cera, Roberto Gotti e dall’amministrazione comunale di Mattinata: fare della Valle di Vignanotica uno dei luoghi simbolo della Strada del Pane e realizzare il Museo del Pane, destinato a diventare uno dei punti di riferimento del progetto.

«Il pane lievita lentamente, se vogliamo rimanere autentici e credibili dobbiamo rispettare la storia, l’identità e il territorio. Solo così questa visione potrà diventare una realtà concreta e duratura», hanno dichiarato il sindaco di Mattinata Michele Bisceglia e l’assessore all’Industria Turistica Paolo Valente.

Due giorni di incontri, degustazioni e approfondimenti

L’ottava edizione di “Grani Futuri” si è aperta sabato 20 giugno in Contrada Jampiccio a San Marco in Lamis con il tradizionale “Pranzo in Famiglia”, esperienza di ospitalità sammarchese dedicata all’incontro tra il pane e la cucina del Gargano. Tra gli appuntamenti della prima giornata il workshop “Impasta con Noi – Furnare per un giorno”, condotto da Pascal Barbato con Michele Cellamaro e Alessandro Dicataldo; il seminario “Il Pane sulle tracce della Podolica” con Salvatore Curatolo, Michele Sabatino e Giuseppe Bramante, moderato da Atenaide Arpone; la tavola rotonda “La Strada del Pane”, moderata da Maria Carmela Ostillio, con Fulvio Marcello Zendrini, Atenaide Arpone, Michele Solimando, Roberto Gotti e Francesco Arena; e infine “Pane in Strada”, percorso gastronomico tra forni, chef e artigiani.

Domenica 21 giugno l’Auditorium di Grani Futuri a Stignano ha ospitato il seminario “Colazione di Pane” con lo chef Libero Ratti e la conduzione di Antonio Mercaldi; la degustazione guidata “La scoperta dei pani dei fornai di Grani Futuri” con Sabrina Pupillo; la presentazione ufficiale del progetto “La Strada del Pane”, con Guido Guerzoni, Maria Carmela Ostillio, Angelo Ciavarella, Licia Granello, Gianluca De Cristofaro, Pasquale De Vita, Matilde Iungano, Davide Longoni e Pietro Zito, moderati da Fulvio Marcello Zendrini.

Grande partecipazione anche per i seminari con degustazione “L’Arte del Piatto di Pane”, con lo chef Francesco Apreda e la conduzione di Licia Granello, e “Quando la Pizza diventa Pane”, con Roberta e Graziano Monogrammi e la conduzione di Atenaide Arpone.

La manifestazione si è conclusa con il tradizionale pranzo “Ti invito a Maccarune e Carne”, che ha visto protagonisti il pane di Pietro Zito, il ragù dell’amico Tiziano, la zuppetta de La Fossa del Grano di San Severo e il gelato di Iginio Ventura, e con la visita alla Valle di Vignanotica per “Alla scoperta delle Origini del Pane”, guidata da Roberto Gotti tra video degli antichi forni rupestri e una straordinaria esposizione di oltre cento timbri del pane provenienti da tutto il mondo.

Il pane continua il suo cammino

Si chiude l’ottava edizione di “Grani Futuri”, ma si apre un nuovo percorso. La Strada del Pane non è più soltanto un tema di confronto: è una visione condivisa che unisce comunità, amministrazioni, imprese, mondo accademico e protagonisti della filiera.

Un cammino che parte dal Gargano e guarda lontano, dove il pane continua a essere memoria e futuro, identità e innovazione, racconto di una terra e promessa per le generazioni che verranno.