APRICENA, PARTE IL PROGETTO DI ARCHEOLOGIA PUBBLICA “LU BENE MIO”

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La proposta progettuale è stata fatta propria dalla Giunta comunale già l’11 marzo scorso. L’obiettivo dell’Amministrazione, in quella che auspichiamo essere la fase finale dell’emergenza pandemica dell’anno appena trascorso, è quello di ricominciare a vivere partendo dal nostro passato. La riqualificazione e la promozione dei siti di Castelpagano, Santa Maria di Selva della Rocca e Pozzo Salso, per citare i più importanti, rappresenta un investimento per lo sviluppo del settore turistico e per una necessaria presa di coscienza della nostra comunità nei confronti della sua storia e delle sue bellezze.

“Apricena è famosa nel mondo per l’estrazione della Madrepietra, ma anche i suoi giacimenti culturali sono notevoli” commenta il dott. Pasquale Biscotti, Consigliere delegato al Turismo “la sua grande storia è scritta anche nelle pietre dei siti archeologici e nella presenza di un patrimonio storico importantissimo che abbiamo talvolta trascurato”.

Il progetto sarà portato avanti in sinergia con l’archeologo prof. Feliciano Stoico che così espone, a grandi linee, su cosa si incentrerà il lavoro nei prossimi mesi:

“Ad Apricena, grazie all’Amministrazione Comunale, torneremo ad occuparci di ricerca, tutela e valorizzazione del paesaggio archeologico medievale. Il territorio di Apricena nasce dall’unione dei diversi contesti insediativi medievali di San Giovanni in Piano, del Feudo di Belvedere e del Feudo di Castelpagano. Da questi contesti insediativi si è sviluppata, durante il medioevo, una rete di castelli, casali e chiese che compongono oggi gli elementi caratterizzanti il paesaggio archeologico medievale. Attraverso l’applicazione di un metodo di lavoro fatto di condivisione e partecipazione, ci occuperemo di valorizzare la memoria storica apricenese. Con il progetto “Lu Bene Mio, Archeologia Pubblica” inizierà un percorso che ha come unico obiettivo la valorizzazione del patrimonio culturale apricenese. Le azioni di recupero e valorizzazione del parco archeologico di Castelpagano saranno volte alla tutela dell’area ed all’impostazione di una precisa strategia di fruizione che avvenga nel rispetto del contesto ambientale del Parco Nazionale del Gargano. I recuperi funzionali dei diversi contesti archeologici saranno blocchi di pietra sulla responsabilità sociale della comunità. Per raggiungere un simile obiettivo c’è bisogno che la comunità si riconosca nel proprio patrimonio, che la comunità senta dentro la propria coscienza ogni emergenza monumentale e come tale se ne preoccupi. Ringrazio per aver fatto propria questa proposta progettuale, il Consigliere con delega al Turismo dott. Pasquale Biscotti, che sta seguendo quotidianamente il complesso percorso dell’iter progettuale che prevede sin dai primi passi da un lato la condivisione delle azioni con le Istituzioni scolastiche e con la Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Barletta-Andria-Trani e Foggia, dall’altro la partecipazione della comunità Apricenese e delle Associazioni, degli Enti e delle Università del territorio.”

Il progetto: “LUBENEMIO, Archeologia Pubblica”

LuBeneMio, storie e parole per la cura del bene comune.

LuBeneMio è un momento di memoria storica partecipata, in cui la storia condivisa diventa un promemoria di responsabilità sociale.

Liberamente ispirato dalle parole di Matteo Salvatore e dagli spazi di Marcello Pirro. Felicemente contaminato dalla poesia della paesologia, Lubenemio propone alla persona l’adozione collettiva del suo paesaggio storico.

Partendo da un concetto ben chiaro, l’archeologia pubblica non è “solamente” la comunicazione e l’organizzazione di eventi culturali per il grande pubblico.

A fornirci gli strumenti per una definizione di Archeologia Pubblica è l’archeologo prof. Giuliano Volpe, nel suo volume: “Archeologia Pubblica, metodi, tecniche, esperienze”.

L’Archeologia Pubblica costituisce quel filone di studi che intende approfondire, sotto vari aspetti e mediante l’impiego di molteplici strumenti, il rapporto tra l’archeologia e il pubblico, o meglio i pubblici, e le relazioni tra archeologia e società contemporanea.

La condivisione e la partecipazione dal basso saranno le azioni su cui si fonderà il progetto “LuBeneMio” attraverso l’archeologia partecipata dalle comunità di patrimonio, attraverso la comunicazione-divulgazione delle attività mediante i media e i social network, attraverso l’educazione scolastica al patrimonio culturale, attraverso l’accesso ai dati e la loro libera circolazione, attraverso l’educazione visiva finalizzata alla documentaristica scolastica.

La figura dell’archeologo, nel rapporto con la comunità, si deve porre al servizio di essa per ribaltare la visione disastrosa dell’emergenze monumentali, in opportunità per la valorizzazione del patrimonio.

La redazione della carta del rischio archeologico diventerà la realizzazione di una mappa del potenziale culturale per guidare la società moderna e contemporanea sulle questioni legate alla riqualificazione dell’identità storica del territorio e della memoria collettiva di comunità.

Il progetto nasce dalla convinzione di far convivere gli studi storico-artistici del territorio con le analisi scientifiche sui paesaggi archeologici.

L’analisi sui paesaggi archeologici deve sostenere ed aiutare la narrazione della storia delle comunità attraverso la creazione di tavoli di lavoro.

Il progetto vedrà la nascita di un Forum, “LuBeneMio, Comunità di Patrimonio”, per affrontare il tema della percezione frammentaria e segmentata della propria identità storica.

I tavoli di lavoro permetteranno la partecipazione delle istituzioni scolastiche e delle associazioni alla redazione di mappe tematiche di comunità, strumenti partecipati per la lettura del paesaggio storico.

Le mappe tematiche di comunità, narrazioni illustrate del passato e del presente, sono uno strumento che la comunità ha per descrivere il patrimonio, il paesaggio, le tradizioni in cui si riconoscono e che desiderano tramandare alle generazioni future.

Le mappe tematiche di comunità de “Lu Bene Mio” avranno come obiettivo l’aggiornamento della Carta Archeologica del Comune di Apricena attraverso il censimento delle tracce di evidenze archeologiche, delle grotte e cavità artificiali, dei geositi, degli attrattori turistico-culturali, della rete dei percorsi, dei sentieri, dei cammini storici, e dei Grandi Itinerari Turistico-Culturali che attraversano il Comune di Apricena.

La Mappa di comunità diventerà un SIT Turistico del territorio di Apricena per realizzare, attraverso le nuove tecnologie, quell’esperienza emozionale che ogni ospite deve vivere quando incontra la comunità.

Con il progetto nascerà anche un tavolo di lavoro scientifico per il recupero della memoria e di quel patrimonio storico-artistico-etnoarcheologico sottratto alla comunità nel corso dei secoli.

Lo storytelling della nostra comunità sarà costruito sulla percezione e sulla partecipazione dal basso, per trasmettere attraverso qualsiasi linguaggio le microstorie patrimonio della comunità.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario tradurre il linguaggio scientifico della ricerca archeologica nel linguaggio scolastico che contamini le giovani generazioni e diventi leggenda da tramandare oralmente.

L’archeologia tornerà a svolgerà quella funzione sociale di connettore di memoria storica per suscitare curiosità, passione, coraggio nella comunità.

Lu Bene Mio sarà un contenitore di formazione, di ricerca, di tutela, di valorizzazione del patrimonio culturale di una comunità.

Questo progetto vuole, quindi, applicare la Convenzione di faro trasformando il patrimonio culturale di un paese in quell’eredità che le comunità identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione.

I luoghi della narrazione saranno:

– Castelpagano, Paesaggi Archeologici lungo la via Francigena

– Santa Maria di Selva della Rocca, Paesaggio Storico Rurale del Feudo di Belvedere

– Pozzo Salso, Paesaggio urbano Federiciano

Lo studio, la ricerca, la valorizzazione e la fruizione di questi contesti culturali archeologici avverranno secondo le modalità terapeutiche sopraelencate.

Per qualsiasi informazione potete scrivere a:

lubenemio@gmail.com