ANCHE A SAN NICANDRO IN PERICOLO IL DIALETTO LOCALE

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Sono tanti i dialetti che si parlano nel Gargano e in Puglia ma la loro sopravvivenza è in serio pericolo. Gerghi giovanili, fraseologie legati alle mode, ai diktat della televisione, metterebbero a repentaglio quei coloriti e spesso preziosi residuati che sono le parlate locali. Eppure i dialetti sono importantissimi perché riflettono almeno venti secoli di storia. Finora i cultori dell’idioma dialettale sono stati per lo più gli anziani mentre i giovani hanno linguaggi nuovi frammisti ad un gergo dialettale che si discosta tanto dal dialetto classico. Certo che sottovalutare o, peggio ancora, gettare nel dimenticatoio le parlate locali è un errore risalente al vecchio pregiudizio che esse altro non siano che degenerazioni di una lingua madre. La perdita delle parlate locali, quelle vere, va quindi combattuta, perché esse rappresentano la costante presenza nel tempo di una tradizione culturale sempre viva.

In varie città del Nord Italia si sta pensando di inserire nelle scuole dei veri e propri corsi ufficiali per insegnare a leggere e scrivere la lingua della propria regione. Una proposta che tende ad aiutare i giovani ad entrare in contatto con espressioni culturali meno conosciute, sentenze di vita tramandate oralmente, aneddoti storici coloriti e vivaci, brevi proverbi salaci e sorprendentemente attuali, favole e leggende attraverso le quali un popolo ha espresso e raccontato se stesso. Non si può, insomma sacrificare il dialetto per chissà quale modernità e i sannicandresi devono essere a conoscenza del proprio dialetto per mantenere costumi, abitudini e tradizioni che sono care e ci rappresentano.

Un’azione comune può essere messa in opera da parte delle associazioni locali nel cui statuto sociale è evidenziato il legame al proprio territorio e il rispetto delle tradizioni che si vogliono tramandare ai posteri in quanto rappresentano la nostra storia e la nostra identità.

RAM