12 MARZO – 1^ GIORNATA NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DEGLI OPERATORI SANITARI

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Firmato il 28 gennaio 2022 il decreto che indice la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, il 12 marzo di ogni anno segue…

Legge 113/2020 – Violenza sugli operatori sanitari: la Giornata Nazionale per la prevenzione il 12 marzo di ogni anno.

Alle Amministrazioni pubbliche, ma anche agli Organismi preposti, spetta, in occasione della giornata, organizzare iniziative di comunicazione per promuovere una cultura che condanni ogni forma di violenza nei confronti dei lavoratori della sanità.

SLOGAN ASL FG: “SE MI AGGREDISCI CHI TI CURA?” prima fase dell’apposita Campagna di sensibilizzazione aziendale che vedrà successivi step atti a garantire e potenziare la sicurezza presso i luoghi di cura, tramite la collaborazioni di diversificate risorse.

Le locandine con la data della prima Giornata di contrasto saranno affisse in tutte le strutture afferenti all’ASL FG e poi con successivi  atti saranno fornite altre modalità operative.

INFO Da fonte:  www.insic.it/figure-della-sicurezza/sicurezza-dei-professionisti-sanitari-e-socio-sanitari-legge/

Osservatorio nazionale

Fra le novità spicca l’istituzione, presso il Ministero della salute, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, composto per metà da donne, per monitorare (art. 2):

  • gli episodi di violenza commessi nell’esercizio delle funzioni;
  • gli eventi sentinella che possano dar luogo ai suddetti fatti;
  • l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalla disciplina in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, anche promuovendo l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza;
  • la promozione di studi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti; la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza;
  • corsi di formazione per il personale medico e sanitario, finalizzati alla prevenzione e gestione di situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti

Già fissata la data per la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, il 12 marzo di ogni anno.

Lesioni ai professionisti sanitari: pene aumentate

Sul profilo penale, il testo interviene sull’art. 583-quater c.p. per aggravare le pene (per le lesioni gravi, reclusione da 4 a 10 anni, e per le lesioni gravissime, reclusione da 8 a 16 anni)

  • a chiunque cagioni lesioni gravi o gravissime procurate in danno di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio,
  • ovvero in danno di chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o di soccorso, nell’esercizio o a causa di tali attività.

Il testo inserisce, tra le circostanze aggravanti comuni del reato – che comportano un aumento di pena fino a un terzo – l’avere agito, nei delitti commessi con violenza e minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni ovvero in danno di chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o di soccorso, nell’esercizio o a causa di tali attività (art. 5).

Nel testo si stabilisce anche che i reati di percosse (art. 581 c.p.) e lesioni (art. 582 c.p.) siano procedibili d’ufficio quando ricorre la nuova aggravante (art. 6).

Protocolli operativi anti-violenza e aggressione

La Legge impone alle strutture sanitarie di prevedere nei propri piani per la sicurezza misure volte ad inserire specifici protocolli operativi con le forze di polizia (per prevenire episodi di aggressione e di violenza) al fine di garantire interventi tempestivi (art. 7) e fissa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5.000 per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nonché nei confronti di chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o di soccorso presso strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche o private (art. 9).