SUI FINANZIAMENTI DELLA REGIONE AI RITUALI DEL FUOCO INTERVIENE CERA

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Ieri, proprio nel giorno di sant’Antonio Abate, a cui vengono dedicati molti rituali del fuoco, il Consiglio regionale ha dato il via libera, con voto bipartisan, ad esclusione del Movimento 5 Stelle, alla proposta di legge che ha riconosciuto i rituali del fuoco processo identitario della Puglia.

Ho avuto modo di sostenere in aula, durante la dichiarazione di voto, le motivazioni di una legge che è stata elaborata, sostenendo che il principio di base non è una elargizione verso determinati territori, perché, come avevo avuto modo di dire nei miei interventi in commissione e sulla stampa, non si tratta di una legge che esalta sagre e feste patronali, pur nel pieno rispetto e considerazione per queste manifestazioni, ma eventi che sono profondamente radicati della cultura identitaria della Puglia, anche per evitare inutili banalizzazioni sul tema che avrebbero finito per vanificare il valore storico-culturale degli eventi legati ai rituali del fuoco. La proposta parte da un presupposto: il culto del fuoco è rappresentazione del sacro in chiave popolare. Mettere insieme riti e tradizioni, temi cari alla promozione del made in Puglia nel mondo, così come è riscontrato nell’azione dell’assessorato al turismo o nelle iniziative dell’agenzia Puglia Promozione.

Quindi, non si tratta di cortei, di sagre o di manifestazioni locali, ma di qualcosa di più profondo che più suggestivamente appartiene al patrimonio materiale e immateriale della Puglia e che può avere un ampio respiro nazionale e internazionale, con collegamenti con la Spagna, la Francia e anche con il Giappone.

La legge per i rituali del fuoco riguarda alcune realtà consolidate sul territorio pugliese, come la Focara di Novoli o la processione delle Fracchie di San Marco in Lamis, per questo la proposta di legge ha una funzionalità che supera i confini campanilistici per esaltare aspetti di promozione territoriale in coerenza con la programmazione culturale regionale. Mi pare quanto basta per poter ricevere la massima attenzione dell’assemblea e un consenso che non è solo il riconoscimento al lavoro svolto ma la piena consapevolezza che la ritualità del fuoco è tema identitario della nostra regione e che merita di essere sostenuto e propagandato secondo l’importanza degli eventi che sono stati sottolineati.