IL PROBLEMA AMIANTO A SAN NICANDRO NON LO RISOLVE NEMMENO…SAN MATTEO

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Che si fa dell’amianto situato sulle terrazze e tettoie di moltissime abitazioni di San Nicandro? Anche su questa pesante e pericolosa eredità del passato si deve cominciare a studiare il da farsi perché sono veramente tanti gli ondulati sui tetti, condutture di acqua e fogne ancora in funzione. Infatti per le lastre del cemento amianto sui tetti, dopo un di massimo 15 anni, inizia un processo di erosione molto importante con fibre che affiorano in superficie sfaldandosi e liberandosi nell’aria. Del problema si sono fatti carico tutte le regioni, anche quella pugliese con cofinanziamenti con i comuni che ne facevano richiesta. Il nostro comune, per effetto della procedura di dissesto, non ha potuto contrarre il finanziamento perché non avrebbe potuto cofinanziarlo.

Occorrerebbe una mappatura delle abitazioni private che hanno questo problema coinvolgendo anche l’Asl alla quale va in compito delle analisi e dei rilievi d’aria per rilevare le concentrazioni d’amianto a rischio. E qui sorge un altro problema che non va sottovalutato. Le spese di bonifica degli immobili sono a carico dei rispettivi proprietari i quali, con i prezzi rilevanti richieste dalle ditte specializzate, non sono disposti a fare la scelta della rimozione. Eppure sono noti i danni della inalazione dell’amianto sull’apparato respiratorio e sulla pericolosità per l’insorgenza degli effetti cancerogeni sulla persona.

Della copertura di eternit ne farebbe certamente a meno il dipinto del nostro San Matteo (in Quadro) posto vicino all’imbocco di Corso Umberto I° la cui copertura è costituita proprio da piccole lastre di cemento amianto. Forse sarebbe il caso che, almeno per i Santi, una piccola eccezione si potrebbe fare per poterlo restituire al pubblico e ai fedeli in una cornice completamente diversa e, soprattutto, meno dannosa.