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L’ultimo consiglio comunale sembra abbia messo la parola fine ad alcune fibrillazioni all’interno dell’attuale maggioranza anche perché è stato accompagnato da alcuni provvedimenti amministrativi come la nomina della nuova dirigenza interna e dalla volontà relativa alla nomina del titolare del settore urbanistica. Allora il passato è stato lasciato alla spalle? Anche se la maggioranza dice di sì non pare che si possono dormire sonni tranquilli.

Intanto vale il paragone con il governo centrale in cui i due leader legati dal contratto di governo non vogliono, almeno per ora, andare alle elezioni e l’uno è succube dell’altro con il premier che difende comunque il loro operato addossandosi colpe proprio per evitare il peggio. A San Nicandro la coalizione che all’origine era compatta ora lo è un po’ di meno visto che due consiglieri hanno lasciato il partito in cui sono stati eletti a cui se ne è aggiunto un altro formando il gruppo degli indipendenti. Se ci fosse stata unità di intenti questi passaggi non sarebbero potuti e dovuti accadere. Almeno finora si continua a parlare di sostegno alla maggioranza ma l’abbandono dei partiti di appartenenza è un chiarissimo segnale di malessere che, tra l’altro, pare non abbia portato ai risultati prefissi.  A allora tutto rimane così? Le aspettative sono diverse e vanno dalla continuità amministrativa oggi auspicata fino a sviluppi che possono incidere anche su qualche rimpasto assessorile.

Tornando al paragone con il governo nazionale, mentre il presidente del consiglio è stato scelto da un partito che ha firmato il contratto, il sindaco di San Nicandro ha ricevuto un pieno mandato popolare ed ha obblighi precisi nella conduzione politica della coalizione di Palazzo Zaccagnino e, pertanto, non può assolutamente essere condizionato da comportamenti che agli occhi degli elettori mettono in cattiva luce la sua gestione. Tutta la normativa che regola la funzione e il mandato di un sindaco e, quindi, il suo ruolo, precisa che il primo cittadino deve prevenire gli avvenimenti senza ratificare decisioni altrui, come anche la guida politica della coalizione che spetta solo a lui e non è prevista una delega agli altri.

Si vuole sperare che questi primi mesi siano stati di rodaggio politico amministrativo e che ora la macchina sia pronta per decollare perché se il rodaggio dovesse continuare allora bisogna mettere mano al motore e intervenire sul pezzo o sui pezzi considerati difettosi e provvedere a ripartire per una strada lunga cinque anni.

Il Direttore

 

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