EDITORIALE DELLA DOMENICA, IL RUOLO DEL SINDACO NEL GOVERNO CITTADINO

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Il problema del condono inserito nella bozza del consiglio dei ministri da inviare al Capo dello Stato ha tenuto per qualche giorno in fibrillazione la maggioranza del governo nazionale. Il presidente Conte, facendo appello al suo ruolo di primo ministro, ha avocato a sé la vicenda convocando ieri un consiglio dei ministri per i necessari chiarimenti ma, soprattutto, per porre fine a quella che poteva trasformarsi in una prima crisi di governo.

Anche a San Nicandro ci sono state fibrillazioni all’interno della maggioranza anche se non ci sono state esternazioni da parte di nessuno sui veri motivi che hanno portato a questo stato di fatto che, comunque, si suppone che troverà la sua soluzione prima del consiglio comunale che sarà convocato nella prossima settimana. Di certo si sa che ognuno vuole far prevalere il proprio ruolo nella coalizione rivendicando i risultati elettorali raggiunti e questo è la normale dialettica all’interno di una compagine che governa. Però il discorso deve naturalmente comprendere oltre che il far valere le proprie ragioni individuali e/o di partito anche e soprattutto il primo cittadino con la preminenza della sua figura nella quale si concentra la responsabilità politica dell’intera coalizione e, proprio perchè legittimato dal voto popolare, è l’attore centrale del nuovo assetto istituzionale. Il sindaco ha dalla sua una legittimazione ed una visibilità che gli assessori non hanno. Il sindaco, anche se è frutto di contrattazione interna ai partiti, acquisisce un ruolo decisionale e, oltre alla normale opera di mediazione politica, deve conservare l’ultima parola anche in un difficile equilibrio tra i partiti della maggioranza perché organo monocratico, rappresentante dei cittadini e responsabile dell’intera amministrazione comunale.

Come ha fatto il Capo del Governo Conte con i due vice ministri, la stessa cosa deve fare il sindaco Ciavarella per porre la parola fine a questa vicenda che può danneggiare un’amministrazione soltanto da pochi mesi in carica. Ciavarella rappresenta tutti i sannicandresi e deve far tornare il sereno a Palazzo Zaccagnino facendo prevalere ed imponendo il suo ruolo sempre nella cornice di una collegialità condivisa senza lasciarsi logorare da posizioni che lui non considera opportune per il buon andamento della vita amministrativa. San Nicandro ha bisogno di un governo stabile e deve essere il primo cittadino a tracciarne la strada senza condizionamenti di sorta ben sapendo che i cittadini sanno ben distinguere tra tutti gli eletti l’amministratore vero da colui che è stato semplicemente eletto come amministratore.

E quindi la notizia che entro il prossimo consiglio comunale tutta l’intera vicenda possa essere solo un ricordo fa presupporre che finalmente il ruolo del sindaco abbia chiuso il cerchio di ogni cosa per far fronte ai numerosi problemi della nostra cittadina.

Il Direttore

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