CARPINO FOLK FESTIVAL, 120 ARTISTI DA NON PERDERE

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Ecco gli elementi curriculari di spicco del personale artistico ospitato.

Nata a Napoli, Lina Sastri è attrice e cantante italiana. Una carriera straordinaria quella dell’attrice che ha lavorato con tutti i più grandi nomi del cinema e del teatro italiano. Ma è anche cantante. Nel 1989 debutta nel mondo della musica con l’album “Lina Sastri” seguito da ben quattordici produzioni musicali. Pasqualina Sastri è in questa veste che sarà al Carpino Folk Festival per riproporre la sua versione della tarantella del Gargano oltre alla musica della sua terra, Napoli che ha portato, con successo, in tutto il mondo. Quello di Lina sarà un racconto libero della sua vita artistica, dal debutto in Masaniello alle prime esperienze teatrali con Eduardo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale. Un viaggio ricco di citazioni, di musica, di cinema e racconti di vita vissuta compresi quegli incontri indimenticabili con alcune delle eccellenze artistiche del nostro paese.

Tricky, pseudonimo di Adrian Thaws, è il musicista britannico noto per il suo canto in stile sprechgesang sussurrato e per il suo sound cupo e stratificato. La sua carriera inizia lavorando con i fondatori della Wild Bunch, i Massive Attack, con i quali suona e firma i principali brani presenti in BLUE LINES, album acclamato dalla critica e premiato con diversi dischi di platino per le sue vendite. I primi singoli escono nel 1993, seguiti nel 1995 da MAXINQUAYE, l’album che li diede fama internazionale. Oggi è il leader del cosiddetto movimento trip-hop, la musica da lui prodotta come fusione di differenti culture tra cui rock, pop e hip hop. Tricky è un bluesman prestato alla generazione rave. L’enfant prodige del Bristol sound (parola di David Bowie) rifiuto addirittura l’invito di lavorare insieme a Madonna “non riuscivo a immaginare come io e lei potessimo realizzare qualcosa di incredibile. Non era cosa”.

Clifton George Bailey in arte “Capleton” sin da giovane dimostra la sua sensibilità verso temi importanti come la giustizia sociale, l’oppressione dei neri e il destino delle popolazioni nere, al tal punto da meritarsi all’interno della sua comunità l’appellativo di “Profeta” Esordisce con una serie di brani che finiscono subito in classifica come: “Bumbo Red”, “Number One On The Look Good Chart” e “Lotion Man”, ma è nel 1992 grazie ad : “Alms House” che diventa il punto di riferimento della nuova generazione reggae/dancehall. Seguono altre due produzioni dancehall come “Music Is A Mission” e “Tour”. A metà degli anni 90 l’avvicinamento dell’artista a Marcus Garvey , che lo porterà verso un nuova e diversa prospettiva spirituale e che consacrerà il “Profeta” a livello mondiale grazie alla nuova hit “Dis The Trinity”, Subito dopo arriveranno anche le prime collaborazioni come quella con Method Man e Q-Tip. Il suo massimo successo lo raggiungerà nel 1999 grazie a “Jah Jah City” e “Good in Her Clothes che gli permetteranno di andare in giro per tutto il mondo, facendo anche oggi infuocare le yard di tutto il mondo.

La Riserva Moac è una band senza frontiere, che fa della sintesi di suoni, parole e ritmi del mondo una profezia musicale e uno stile di vita. Se incrociate a suon di hip-pop e rock le coordinate dei Dub Fx con la Fanfara Ciocarlia o quelle dei Gogol Bordello con Dj Shantel sui binari delle robuste basi electro vi troverete nella Babilonia “glocal” della RISERVA MOAC. Un posto dove la globalizzazione è quella delle diverse bellezze culturali e sociali, non quella triste dei mercati; dove la vera ricchezza è l’umanità, quella cosa bellissima che il genere umano deve recuperare. Gran numero di concerti in Italia e in Europa, un notevole carnet di riconoscimenti ed alla costante presenza in molte compilation italiane ed estere.

Il gruppo Peppa Marriti Band nasce a Santa Sofia d’Epiro, un piccolo paese di origine Albanese in provincia di Cosenza. L’idea di fondo della band è quello di coniugare le radici del rock con la tradizione e la cultura “Arbëresh” (Italo-Albanese). Numerose partecipazioni ad importanti festival: Arezzo Wave, Invasioni, Adriatico-Mediterraneo, Sonica, Ampollino Sound, Festa della Musica, Suns Contest 2009 e 2013, DemoFest Lamezia Terme, BunkerFest Pezë/Tirana (Albania), Java Kulturorë Arbëreshë Skopje (Macedonia), Pallati i Brigadave/Tirana (Albania). Tre dischi pubblicati “Rockarbëresh” (2005/NML), “Këndò!” (2009/NML) e “Ajëret” (2017/MKRecords), 2 videoclip: “Ajëret” e “25 Gërsheta”. Ospiti delle trasmissioni TV: “Pasdite” e “Portokalli/Parcella 400” su Top Channel (Albania), “Mirëmëngjes Shqipëri” su RTSH (Albania), “Visioni i Pasdite” su Vision Plus (Albania), VILA24 NEWS” (Albania), “Italia chiama Italia” su Rai International, “La Storia Siamo Noi” su Rai Tre/Rai Educational e “Levante” su Rai Tre. Tra i protagonisti del film/documentario “rock arbëresh” di Salvo Cuccia. Vincitori dei premi ETNO (DemoFest) e DEMO D’AUTORE (Sele d’Oro) 2010.

Flo è di sicuro una delle personalità più eclettiche e versatili tra le nuove leve del panorama musicale. Interprete raffinata al fianco di Daniele Sepe, condivide il palco con artisti del calibro di Paolo Fresu, Maria Pia De Vito, Stefano Bollani ed è diretta in teatro da Davide Iodice, Mimmo Borrelli o Alfredo Arias. Debutta nel 2014 con “D’amore e di altre cose irreversibili” (Agualoca Records) Premio Musicultura 2014-2015, Premio Radio Rai 1 per la migliore musica, Premio Andrea Parodi 2014 e Premio Bianca d’Aponte 2014. Il successo si ripete nel 2016 con secondo disco “Il mese del rosario” con due nomination Targhe Tenco. Con alle spalle centinaia di concerti in Italia, in Europa, in Sudamerica, in Turchia, in Africa; due tour (“D’amore e di altre cose irreversibili ” e “Il mese del rosario”) e collaborazioni stellate, Flo ha imparato bene a prendere il pubblico per mano, a farlo perdere, a farlo ballare, a farlo piangere e a farlo ballare.

Lo Slivovitz è un’acquavite dei Balcani ottenuta dalla fermentazione di prugne e altri prodotti naturali. E, come già lascia intendere il nome, il gruppo fonde diverse influenze musicali con ritmi vorticosi sui quali è impossibile non danzare: dal Jazz al Rock, dall’America ai Balcani passando per il Mediterraneo. Nevrotici, irrequieti e naturalmente tesi al movimento in questi anni, a partire da Napoli, hanno suonato nei festival più importanti d’Italia e in Europa.

Mop Mop sono una creazione di Andrea Benini, musicista, compositore, produttore, dj attivo nella scena musicale Internazionale da oltre 15 anni, appassionato di musica Afro-Americana è un instancabile osservatore e sperimentatore di suoni. Dal 2003 i Mop Mop captano vibrazioni da tutto il Mondo per conseguire il loro personale approccio musicale. Nel 2013 con il quarto album da studio “Isle Of Magic” i Mop Mop ci portano alla loro più coinvolgente e organica registrazione, lavorando assieme alla leggenda del funk Fred Wesley, già trombonista di James Brown e il poeta Londinese Anthony Joseph. Il singolo “Run Around” è stato premiato come “Best Dancefloor Jazz track of the Year” dalla “Red Bull Music Academy (RBMA)” Tedesca. Il raffinato cosmo musicale dei Mop Mop ricorda talvolta Fela Kuti, talvolta il visionario Sun Ra, talvolta l’ipnosi ritmica di James Brown fino ai fumosi e scuri Club di Berlino, città dove risiede Benini dal 2008. La musica dei Mop Mop è distribuita e suonata in tutto il Mondo ed è supportata dai più importanti DJs e Artisti Internazionali tra i quali Gilles Peterson, Toshio Matsuura e Jamie Cullum.

Alfabeto Runico con Marta dell’Anno, una violinista e violista foggiana ma ormai parigina d’adozione. Talento innato (affinato in conservatorio, e perfezionato in masterclass poi), curiosità e voglia abitare la musica del mondo fanno di lei un’apprezzata “musicista globetrotter”, in grado di passare dalle tarante garganiche alla musica irlandese, con la stessa naturalezza e semplicità con la quale padroneggia almeno quattro lingue straniere. Ed è così che, nel corso degli anni, Marta si è guadagnata palcoscenici internazionali, con progetti musicali differenti. Come il Soap Trip Duo, che ha calcato il palco del Premio Tenco a Sanremo, o il viaggio solitario di “Fluid” in un universo pop, jazz, trip hop, col suo immaginario fertile e denso di suggestioni, dal carattere minimal e poetico.

Tony di Corcia è un giornalista professionista foggiano che scrive di moda per le redazioni pugliesi del «Corriere della Sera» e di «Repubblica». È stato direttore della testata web «Viveur.it» ed è l’autore di biografie dedicate alle più importanti personalità del mondo della moda, passando per la parentesi d’amore e poesia tra Alda Merini e Michele Pierri. Al Carpino Folk Festival nella sezione cantar viaggiando con la “La femmina è meravigliosa” per raccontare il genio di Andrea Pazienza durante il tragitto che il talentuoso fumettista percorreva da San Severo alla sua San Menaio, inesauribile fonte di ispirazione. Tony di Corcia sarà accompagnato dalla cantante e suonatrice di chitarra battente Valentina Latiano.

Il giornalista di politica interna Beppe Lopez (tra i fondatori del quotidiano “Repubblica” e ‘inventore’ del “Quotidiano” di Lecce), oltre ad aver pubblicato saggi sul giornalismo, ha scritto racconti storici e romanzi ‘rivoluzionari’ come “Capatosta” e “La scordanza”. Al Carpino Folk Festival presenta il suo ultimo libro dedicato al cantastorie del Gargano, Matteo Salvatore. Non è solo la biografia che ancora mancava del grande cantastorie pugliese. È una sorta di giallo, un’indagine alla scoperta delle verità nascoste sull’origine dei suoi canti più celebrati e sull’assassinio della sua partner Adriana Doriani. Con Lopez alla scoperta di ambedue le cose, Matteo Salvatore aveva barato per tutta la vita.

Lopez nel suo storytelling al Carpino Folk Festival sarà accompagnato dal Jazz trio Pasta Nera la cui missione è quella di trovare una possibile connessione tra il jazz e la tradizione popolare del Gargano e dei Monti Dauni. Progettare il futuro senza dimenticare le radici, la storia, il patrimonio tramandato dalle voci e dagli strumenti delle vite passate.La tradizione popolare incontra il jazz,è questo lo spettacolo musicale del gruppo,un viaggio tra le perpetue trame e l’energia vitale della Tarantella di Carpino, gli Sciamboli dei monti dauni e le più belle ballate d’amore,fatica ed ingiustizia del cantastorie apricenese Matteo Salvatore ma anche di composizioni originali, dove le melodie più celebri di queste tradizioni rivivono nell’appassionata interpretazione del gruppo in chiave jazz e moderna.

Tamburellista, percussionista, polistrumentista, compositore, arrangiatore della band di Vinicio Caposella, Peppe Leone al Carpino Folk Festival presenta il suo personale lavoro di ricerca e innovazione su una serie di percussioni quali darbouka, cajone riq, duff, tamburello e tamburi a cornice. Ad accompagnare le percussioni sarà la sua voce, in un repertorio dove verranno rielaborati e stravolti brani dalla Campania al Gargano al Salento, dai Balcani al Medioriente, al Messico fino alla Colombia, frutto dei viaggi compiuti dall’artista. In questo inseguirsi di passato ed avanguardia emergono i suoni del tamburo che l’artista definisce come “magici”.

Magic Tambourine, cosi ribattezzato, ha suonato e collaborato con vari gruppi e artisti tra i quali: Eugenio Bennato, Ambrogio Sparagna, Marcello Colasurdo, Lucilla Galeazzi, Hevia, Carlos Nunez, Pepé Fiore, Canzoniere Grecanico Salentino. Ha suonato come tamburellista dell’Orchestra Popolare “Notte della Taranta” nelle edizioni 2005 e 2006; in quel contesto ha avuto la possibilità di esibirsi anche con grandi esponenti della musica leggera quali: Francesco De Gregori, Piero Pelù, Lucio Dalla, Carmen Consoli, Peppe Servillo e Sud Sound System.

La danzatrice e coreografa salentina, Maristella Martella direttrice artistica della Compagnia Tarantarte, dal 2003 organizza e partecipa a residenze artistiche e didattiche in Tunisia, Marocco, Francia, Italia. Al Carpino Folk Festival sarà sul palco con Kore Ensemble dove mito, rituale e ballo della terra di Puglia uniranno le esperienze artistiche di donne che nella musica e nella danza hanno contribuito ad approfondirne lo studio e a fare opera di trasposizione, trasfigurazione e rielaborazione del rito, della musica e della danza salentina.

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